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Archive for aprile 2017

Non ha mancato di suscitare polemiche la decisione del Comune di Desenzano del Garda (BS) di inserire una funzione cristiano-cattolica tra le iniziative presenti nel programma ufficiale delle celebrazioni per il 25 Aprile (si veda il comunicato ufficiale dell’Ufficio Stampa del Comune – disponibile qui

http://wrc.onde.net/pub/rassegna/comunicati%20stampa/I0796A9AA.3/CS%20-%20Celebrazioni%2025%20aprile.pdf –,

in cui si legge: «In Duomo alle 16, si terrà la santa Messa celebrata dal parroco don Giovanni Ghirardi»).

Il Sindaco di Desenzano, Rosa Leso, ha deciso di affidare al suo profilo Facebook una risposta ad alcune delle critiche emerse (http://www.gardaweek.it/pages/polemicadesenzano-per25-aprile-2627.html). Riporto qui la parte più rilevante (ai fini di questo articolo) della sua risposta: «Leggo ora con stupore la polemica […] relativa alla celebrazione della messa nella cerimonia del 25 aprile. Mi stupisce la polemica in quanto la santa messa all’interno della cerimonia c’è sempre stata non solo nei cinque anni del mio mandato ma anche in quelli precedenti. […] Signori non siete obbligati a seguire la messa: la cerimonia laica ha inizio in piazza Malvezzi con la formazione del corteo alle ore 16.40».

In quanto cittadino desenzanese; in quanto membro dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti; in quanto convinto sostenitore del principio di laicità delle istituzioni; mi preme far notare al Sindaco alcune cose.

Come è noto, il principio di laicità delle istituzioni, uno dei pilastri della modernità occidentale e delle democrazie liberali – nonché principio supremo della Repubblica Italiana –, può significare:

• Disinteresse delle istituzioni nei confronti delle opinioni religiose e filosofiche dei cittadini – ai quali lo Stato si limita a riconoscere il diritto di manifestare le proprie convinzioni e di organizzarsi per coltivarle;
• Salvaguardia statale della libertà religiosa (inclusa la libertà di non professare alcuna religione) in un regime pluralista – che assicuri cioè l’eguaglianza di ogni confessione religiosa e convinzione filosofica di fronte alle istituzioni.

L’inserimento di una funzione cristiano-cattolica nel programma ufficiale di una manifestazione istituzionale pone una serie di problemi rispetto a ciascuno di questi significati.

• In maniera banale rispetto al primo: abbracciando un’idea di laicità intesa nel primo modo, il Comune si sarebbe dovuto fare promotore unicamente di quella che il Sindaco ha chiamato «cerimonia laica», disinteressandosi della «santa messa» cristiano-cattolica.
• Rispetto alla seconda interpretazione, la scelta del Comune risulta problematica in quanto discriminatoria sia nei confronti di confessioni religiose diverse da quella cristiano-cattolica, sia verso posizioni atee o agnostiche, non essendo previsti momenti analoghi alla messa cattolica
per cittadini aderenti a convinzioni religiose o filosofiche altre rispetto al cattolicesimo.

A questi problemi se ne aggiunge almeno un altro. Promuovendo la partecipazione ad un atto di culto cattolico, difatti, il Comune spinge i cittadini, che vorranno partecipare alla celebrazione del 25 Aprile, a manifestare le proprie convinzioni personali (che dovrebbero essere un fatto privato) durante un evento ufficiale organizzato dall’istituzione pubblica, laica per supremo principio dell’ordinamento costituzionale italiano.

Vorrei inoltre far notare che il fatto che una funzione cristiano-cattolica sia stata programmata anche nelle passate celebrazioni del 25 Aprile non dice nulla circa l’opportunità dell’inserimento di una messa cattolica (ed esclusivamente di questa funzione, per quanto concerne l’àmbito religioso) nella manifestazione di quest’anno. Dal fatto che si è sempre fatta una certa cosa non segue che sia giusto continuare a farla.

L’invito che rivolgo al Sindaco Rosa Leso ed alla Giunta Comunale, innanzitutto in quanto cittadino desenzanese, è dunque quello di dare piena attuazione al principio di laicità delle istituzioni, ora ed in future manifestazioni, evitando l’inserimento di cerimonie religiose nei programmi ufficiali di celebrazioni comunali o prevedendo nelle manifestazioni il coinvolgimento dei rappresentanti di tutte le confessioni religiose e delle associazioni filosofiche non confessionali.

Simone Picenni, socio UAAR.

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